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Nuova sede per l’Archivio Storico della Biennale di Venezia: all’Arsenale nascerà il più grande archivio delle arti contemporanee al mondo

Nuova sede per l’Archivio Storico della Biennale di Venezia: all’Arsenale nascerà il più grande archivio delle arti contemporanee al mondo

Giovanni Boccaccio by Giovanni Boccaccio
Giugno 2, 2026
in Divertimento
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Un nuovo centro per la memoria e la ricerca delle arti contemporanee

Venezia rafforza il proprio ruolo di capitale internazionale della cultura con l’apertura della nuova sede dell’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) della Biennale di Venezia. Dopo oltre un secolo di attività e due anni di lavori di recupero, l’archivio troverà casa negli spazi restaurati del Magazzino del Ferro, all’interno dell’Arsenale. Un intervento strategico da 38 milioni di euro che consentirà di ampliare le funzioni di conservazione, studio e produzione culturale di uno dei patrimoni documentari più importanti al mondo.

L’apertura operativa della nuova struttura è prevista per febbraio 2027.

L’Archivio Storico della Biennale si trasferisce all’Arsenale

Situato accanto alle Corderie dell’Arsenale, il Magazzino del Ferro ospiterà l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee, che conserva e documenta l’attività della Biennale di Venezia fin dalla prima Esposizione Internazionale d’Arte del 1895.

Negli ultimi anni l’Archivio, trasferito nei primi anni Duemila presso il parco VEGA di Porto Marghera, ha ampliato significativamente le proprie attività. Dal 2021 è infatti attivo il Centro Internazionale della Ricerca sulle Arti Contemporanee, sviluppato in collaborazione con università e istituti di alta formazione.

Il trasferimento all’Arsenale rappresenta ora una nuova fase di crescita, con spazi più ampi e infrastrutture progettate per favorire la ricerca, la conservazione e la produzione culturale.

Un complesso di 8mila metri quadrati dedicato alla contemporaneità

La nuova sede si estenderà su circa 8mila metri quadrati e sarà concepita come un archivio dinamico, capace di mettere in dialogo memoria storica e creatività contemporanea.

Spazi per ricerca, mostre e attività formative

Gli ambienti ospiteranno aree dedicate alla consultazione di documenti cartacei e digitali, attività accademiche, workshop, mostre temporanee e progetti speciali. Saranno inoltre presenti spazi per il programma College della Biennale e una nuova infrastruttura integrata per la ricerca interdisciplinare.

Il complesso comprenderà anche un ristorante e aree multifunzionali aperte al pubblico, con l’obiettivo di rendere l’Archivio un luogo vissuto quotidianamente da studiosi, artisti, curatori e cittadini.

Tecnologie avanzate per la conservazione

Particolare attenzione è stata riservata alla tutela del patrimonio documentale. Gli spazi destinati alla conservazione saranno dotati di scaffalature compattabili multilivello, laboratori di restauro, aree per la catalogazione e box climatici in grado di garantire condizioni ambientali ottimali.

Parallelamente prosegue il processo di digitalizzazione dei fondi archivistici, che comprende materiali audiovisivi, registrazioni sonore e una vasta raccolta fotografica.

La capacità di archiviazione crescerà in modo significativo, passando da circa 5mila a 8mila metri lineari disponibili.

Secondo Debora Rossi, responsabile dell’Archivio Storico della Biennale, il progetto nasce da una duplice esigenza: garantire standard elevati di conservazione e trasformare l’Archivio in un centro aperto alla ricerca e alla partecipazione pubblica.

Il recupero del Magazzino del Ferro

I lavori, avviati nel marzo 2024, rientrano tra gli interventi strategici del Piano Nazionale Complementare collegato al PNRR per i Grandi Attrattori Culturali del Ministero della Cultura.

Il progetto ha interessato il recupero e la valorizzazione di cinque edifici storici dell’Arsenale Sud, sviluppati per oltre 200 metri lungo l’area delle Corderie.

La progettazione è stata coordinata dall’architetta Arianna Laurenzi e realizzata da un gruppo multidisciplinare composto da studi di architettura e ingegneria specializzati nel restauro e nella riqualificazione del patrimonio storico.

L’intervento rappresenta uno dei passaggi più rilevanti del programma di rigenerazione urbana e culturale che la Biennale porta avanti dal 1999 tra Arsenale, Lido e terraferma veneziana.

Un patrimonio documentario unico a livello internazionale

La nuova sede consentirà di valorizzare ulteriormente il vastissimo patrimonio custodito dall’ASAC. Oltre alla biblioteca specializzata nelle arti contemporanee situata ai Giardini, l’Archivio conserva oltre 10mila fascicoli storici, una ricca fototeca, una mediateca e numerosi fondi documentari.

Tra i materiali conservati figurano fotografie, corrispondenze, audiovisivi, partiture musicali, manifesti, rassegne stampa, opere d’arte e dischi in vinile che raccontano oltre un secolo di storia culturale internazionale.

Per il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco, la lungimiranza dei fondatori ha permesso di costruire nel tempo una memoria istituzionale straordinaria, oggi riconosciuta come il più vasto archivio delle arti contemporanee al mondo.

Tre giorni di eventi per inaugurare il nuovo spazio

La presentazione della nuova sede è accompagnata da un programma speciale di attivazione articolato in tre giornate, dal 1° al 3 giugno.

Performance, incontri, conferenze e concerti coinvolgono tutte le discipline rappresentate dalla Biennale: arte, architettura, danza, musica, teatro e cinema.

Tra gli appuntamenti figurano le performance “Body as Archive”, sviluppata da Wayne McGregor con strumenti di machine learning, “WATERMARKS” di Maria Magdalena Campos-Pons e Kamaal Malak, e “We Were Together, I Forget the Rest”, progetto teatrale curato da Willem Dafoe sul tema della memoria.

Il programma comprende inoltre una lectio di Wang Shu e Lu Wenyu, una conversazione guidata da Alberto Barbera con giovani studiosi di cinema e un concerto site-specific ideato da Caterina Barbieri per i nuovi spazi dell’Archivio.

Apertura prevista nel 2027

Prima dell’apertura definitiva sarà necessario completare il trasferimento dei materiali conservati nella sede di Porto Marghera. Le operazioni inizieranno nel novembre 2026 e proseguiranno fino a gennaio 2027, garantendo nel frattempo la continuità della consultazione per studiosi e ricercatori.

L’obiettivo è rendere la nuova sede pienamente operativa a partire da febbraio 2027. Una volta concluso il trasferimento, l’Archivio sarà accessibile al pubblico durante tutto l’anno, offrendo nuove modalità di fruizione del patrimonio documentale e rafforzando ulteriormente il ruolo di Venezia come punto di riferimento internazionale per le arti contemporanee.

Una nuova fase per la Biennale e per Venezia

Con il trasferimento all’Arsenale, l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee entra in una nuova stagione della propria storia. Il progetto unisce conservazione, ricerca e produzione culturale in un unico polo, destinato a diventare un luogo di incontro tra memoria e innovazione, capace di valorizzare oltre 130 anni di storia della Biennale e di proiettarli verso il futuro.

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Giovanni Boccaccio

Giovanni Boccaccio è autore e collaboratore di Giornalesiracusa.com, dove si occupa di notizie di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, spettacolo e lifestyle. Il suo obiettivo è offrire ai lettori informazioni chiare, accurate e facilmente comprensibili, con attenzione ai temi che influenzano la vita quotidiana e il dibattito pubblico. Attraverso un approccio equilibrato e orientato ai fatti, segue gli sviluppi più rilevanti e racconta storie di interesse per la comunità e per un pubblico sempre aggiornato.

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