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Vasco Rossi: Dal suo esordio come antenna per Radio Dolomiti, dopo quelle trasmissioni per alcuni prima del suo grande successo

Vasco Rossi: Dal suo esordio come antenna per Radio Dolomiti, dopo quelle trasmissioni per alcuni prima del suo grande successo

Francesco Petrarca by Francesco Petrarca
Luglio 31, 2021
in Divertimento
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Trento. La prima apparizione di Vasco Rossi in Trentino? Nel 1975. Non così rockstar. Come pilota aereo per Radio Dolomiti. E forse illegale.

Fu Angelo de Tessie, autore e patron di Radio Dolomiti, a realizzarlo nell’autunno del 1975. Furono introdotti da un professore di Caveden. Vasco Rossi ha creato in Zuka Corsair Radio. Era un vero operatore Punto Radio e con la sua tecnologia era in grado di convertire un trasmettitore militare e trasmetterlo in banda FM.

De Tessie gli ha chiesto aiuto – ha pagato – e Vasco Rossi ha acconsentito. Erano i tempi in cui la Corte Costituzionale doveva ancora dare il via libera alle famose “radio libere”. Rossi ha dovuto costruire anche l’antenna, perché chiaramente non è disponibile per la vendita. Quindi pensate anche a questo, grazie al supporto di Ham Radio in Trentino. Ingegnosamente, Vasco Rossi ha installato un’antenna sul tetto della casa di Tessie a Maragao. E così la fredda vigilia di Natale 1975, alle 18, sulla frequenza 101.5, Tessie disse: “Questa è Radio Dolomiti e trasmette da Maragon di Vezzano”.

Pertanto, quello che sarebbe diventato Blasco, decise che le radio libere, o pirati, non erano più adatte a lui e voleva suonare e cantare. Nel 1977, all’età di 25 anni, inizia ad esibirsi e registrare concerti. E sarebbe tornato in Trentino qualche anno dopo, nel 1981, in uno spettacolo indimenticabile. Sono gli anni in cui ha cominciato a definirsi, ma sono anni di “vivere” in posti improbabili come San Martino Spino, Formigine, Concordia, Sula Seccia, Sanguinaro… con musicisti inesistenti e in locali che somigliano molto a sauna. I giovani sudati cercano le avventure del sabato sera o la classica Festa dell’Unità, con la maggior parte del pubblico che afferma che è un buon frullato.

Ma nel 1980 pubblicò il suo terzo album, L’errore di Alfredoe centra il bersaglio. Ha 28 anni, la sua fama sta crescendo, ha capito bene e ha cominciato a farsi un seguito. Ma, fondamentalista o no, è l’apparizione a Sanremo 1982 che alimenta Blasco, Vasco Rossi. È andato fuori di testa, gli è piaciuto molto. Ha insultato Nantas Salvaggio che lo ha accusato di dipendenza mentre su “Fado Massimo”, la canzone ha dato risposte al giornalista: “Come quel ragazzo, quel ragazzo che scrive sul giornale”.

Fa scandalo, e alla fine fa quello che era e quello che è. E così nel 1982 iniziò una nuova tournée, “A Volta do Fado al Massimo” e il 10 giugno 1982, in una notte calda, arrivò anche a Rovereto nella Fiesta del Oneta per un concerto ai Giardini Milano, quelli in primo piano del Mart. Non esattamente nelle arene e negli stadi a cui parteciperà tra qualche anno.

Vasco, jeans e maglietta nera racconteranno alcuni dei suoi brani storici. Ma le 300 persone che ne pagano il prezzo vogliono ascoltare la canzone di Sanremo. Hanno pagato 5000 lire, che sono poco più di due euro e mezzo, ma questo succede altre volte. L’Italia doveva ancora vincere per la terza volta il Mondiale, la capitale gestiva i propri governi e solo due anni fa c’è stata una bomba alla stazione di Bologna. Finirà la sua festa con Al-Bashira, una canzone a molti sconosciuta, lì, tra i lampioni nei giardini di Corso Petini: “Respira piano perché non ci sia rumore, dormi il pomeriggio e svegliati con il sole… Potresti attirare l’attenzione… E a volte hai pensieri strani. Una mano, una mano ti toccano…”

Un capolavoro rock. Qualcuno accenna ad alcuni passaggi. L’anno successivo, il 23 aprile 1983, torna in Trentino, al Teatro Tenda di piazza Sanseverino, ma i prezzi erano già saliti, ed è diventato più sicuro e meno poetico, almeno nell’abbigliamento e nel portamento. Ti chiederanno le firme. Ma produrrà molto poco. La leggenda narra che qualcuno glielo avesse chiesto nella notte a Rovereto. Qualche anima pia, più per compassione che per convinzione. Ora che qualcuno aveva un’eredità sulla propria mano.

Vasco ricorda comunque: nell’annunciare l’evento del 2022, ha postato bellissime foto in bianco e nero scattate da Dino Banatto. Il più famoso musicista rock italiano su Instagram scrive “Il mio concerto a Trento nel 1983”, poi prosegue con le parole e le immagini di Panato in “4000 Trento”.

Eccole: “Il 23 aprile 1983 fu eretto un grande tendone in Piazza Sanseverino. A quel tempo in città non avevamo palazzi o edifici idonei ad ospitare spettacoli, il tendone poteva ospitare tremila persone e si credeva che bastava per contenere i tifosi di Vasco Rossi. La festa ha aspettato a lungo Gli organizzatori si sono presto resi conto che lo spazio non sarebbe stato sufficiente. Diverse persone sono riuscite ad entrare senza biglietto strisciando sotto le lenzuola. L’aria all’interno è diventata subito irrespirabile, così ha aperto gli ingressi per evitare problemi.”

E ancora: “Vasco è salito sul palco ed è stato come un’ape. Bello spettacolo”.

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Francesco Petrarca

Francesco Petrarca è autore per Giornalesiracusa.com e si occupa di notizie, politica, economia, tecnologia, sport, spettacolo e temi di attualità. Il suo lavoro è orientato a offrire informazioni chiare, accurate e facilmente comprensibili, aiutando i lettori a seguire gli sviluppi più rilevanti a livello locale, nazionale e internazionale. Attraverso un approccio equilibrato e informativo, racconta fatti, tendenze e storie che hanno un impatto concreto sulla vita quotidiana e sugli interessi del pubblico.

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