Il boom dell’IA mette sotto pressione reti elettriche e infrastrutture digitali
L’espansione dell’intelligenza artificiale sta aprendo una nuova fase della trasformazione digitale globale, ma insieme alle opportunità emergono anche interrogativi sempre più urgenti legati ai consumi energetici. È questo il tema affrontato durante il panel “Intelligenza artificiale e data center, da dove arriverà l’energia”, ospitato a Palazzo Sardagna nell’ambito del Festival dell’Economia di Trento, uno degli appuntamenti più rilevanti in Italia dedicati ai temi economici, tecnologici e industriali.
Il dibattito ha riunito esperti del settore energetico, accademico e delle telecomunicazioni per analizzare gli effetti dello sviluppo accelerato delle Big Tech e della crescente domanda di potenza di calcolo richiesta dai sistemi di IA generativa.
Data center e consumi energetici: una crescita senza precedenti
L’impatto dell’intelligenza artificiale non viene più misurato soltanto attraverso la capacità degli algoritmi o l’evoluzione dei software, ma sempre più in termini di gigawatt necessari per alimentare infrastrutture informatiche sempre più complesse. I grandi data center utilizzati per addestrare e gestire modelli di IA richiedono infatti enormi quantità di energia sia per il funzionamento dei supercomputer sia per i sistemi di raffreddamento.
Secondo quanto emerso durante il confronto, il settore sta vivendo una crescita estremamente rapida, alimentata dalla digitalizzazione dell’economia, dalla diffusione del cloud e dall’aumento delle applicazioni basate sull’intelligenza artificiale. I consumi energetici globali dei data center potrebbero avvicinarsi al raddoppio nei prossimi anni, con conseguenze significative sulla sostenibilità ambientale e sulla stabilità delle reti elettriche.
In Italia, il tema assume una rilevanza particolare anche per via della necessità di modernizzare le infrastrutture digitali e accelerare la diffusione della fibra ottica e delle reti ad alta capacità, considerate essenziali per sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale.
Esperti a confronto sulle soluzioni energetiche
Il panel, moderato dal caporedattore dell’ANSA Corrado Chiominto, ha visto la partecipazione di Giuseppe Gola, amministratore delegato di Open Fiber, Antonio Zoccoli, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, Stefano Besseghini, ex presidente di Arera, Susanna Dorigoni, docente dell’Università Bocconi, e Luca Mastrantonio, amministratore delegato di Nuclitalia.
Al centro del confronto, la necessità di individuare fonti energetiche affidabili e sostenibili per sostenere la crescita del comparto tecnologico senza aggravare il peso ambientale della transizione digitale. Tra i temi affrontati anche il ruolo delle energie rinnovabili, l’efficienza energetica dei data center e il possibile contributo delle nuove tecnologie nucleari.
Gli esperti hanno evidenziato come il fabbisogno energetico delle grandi piattaforme tecnologiche rischi di diventare uno dei principali nodi strategici dei prossimi anni, soprattutto in Europa, dove gli obiettivi di decarbonizzazione devono conciliarsi con l’aumento della domanda elettrica generata dall’economia digitale.
Il ruolo delle reti intelligenti e della fibra ottica
Nel corso del dibattito è emersa anche l’importanza delle reti intelligenti e delle infrastrutture di telecomunicazione. La velocità di trasmissione dei dati e la capacità delle reti diventano infatti elementi decisivi per garantire l’efficienza dei sistemi basati sull’IA.
In questo contesto, la diffusione della fibra ottica rappresenta uno degli strumenti chiave per supportare lo sviluppo tecnologico del Paese, favorendo al tempo stesso una gestione più efficiente dei flussi energetici e digitali.
Secondo gli intervenuti, la trasformazione in atto richiederà investimenti significativi non solo nei data center, ma anche nelle reti elettriche e nei sistemi di distribuzione, con l’obiettivo di evitare colli di bottiglia infrastrutturali.
Una sfida strategica per economia e sostenibilità
L’intelligenza artificiale viene ormai considerata un motore centrale della crescita economica e dell’innovazione industriale, ma la sua espansione pone interrogativi sempre più concreti sul consumo di risorse energetiche. Il confronto di Trento ha evidenziato come la sfida non riguardi soltanto la tecnologia, ma anche la capacità dei governi e delle imprese di pianificare infrastrutture sostenibili nel lungo periodo.
La crescita dei data center e delle piattaforme digitali richiederà infatti un equilibrio delicato tra sviluppo economico, sicurezza energetica e tutela ambientale. Un tema destinato a restare al centro del dibattito pubblico europeo nei prossimi anni.







