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Locarno abbraccia ancora una volta il cinema portoghese

Dopo un anno senza film, senza pubblico e una copia interrotta con specifiche attività online, Locarno ha annunciato giovedì il tanto atteso ritorno. Piazza Grande, un’ex biblioteca cittadina e del festival (la più grande esposizione all’aperto d’Europa e che attira 10.000 persone) dovrebbe operare con i due terzi della sua attività, ha annunciato Giona A. Nazaro, il nuovo direttore artistico del festival svizzero dopo aver scontato una settimana critica a Venezia.

Rafaela Jacinto in Pathos Ethos Logos

Come al solito, il festival che ha investito di più nel cinema portoghese negli ultimi dieci anni non è stato dimenticato in un periodo difficile. Il nuovo lungometraggio di Joachim Pinto e Nuno Lionel mette in evidenza – anche durante la sua durata – “Loghi di Pathos Ethos”, un trittico della durata totale di 641 minuti – si riferisce al comunicato stampa di Avant-Guerre, il nuovo prodotto dei registi. Nel 2013, Pinto ha ricevuto un Premio Speciale della Giuria da Locarno per il suo fantastico film “And Agora? Remind Me”. Il concetto di “Pathos Ethos Logos” nasce poco dopo, si forma e matura negli anni, come gli incontri tra fotografati e fotografati, frutto di un lungo processo lavorativo che ha coinvolto Rafaela Jacinto, Angela Cervera, Fabiana Silva, Sofia Marques, Hugo Torreta e Luis Miguel Cintra.

Cintra ha scritto in una nota di offerta: “È passato molto tempo dall’ultima volta che mi sono sentito troppo giovane per un’opera d’arte”. Dalla stessa dichiarazione. “Improvvisamente, Gioacchino e Nonno, che per ragioni così sentimentali si aspettano ovviamente tutto, con la gioia sconsiderata che solo i sopravvissuti possono avere, mi lanciano un mucchio, che cambia tutto: sono 10 ore di cinema dove mi muovo nell’anima, ma questo Lui mi lascia interdetto: cos’è questo?”

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La trilogia si svolge in momenti diversi: 2017, 2028 e 2037. “Tre donne di generazioni e origini diverse, i loro percorsi si incrociano, nei loro tentativi di esistere pienamente. Frammenti di storie che rievocano esperienze e vicende vissute fino al midollo. di ogni personaggio”. Ecco il riassunto – ed è almeno promettente. Il film sarà proiettato fuori concorso.

Ana Moreira in

Ana Moreira in “Hotel Royal”, cortometraggio di Salome Lamas in concorso Corti d’autore

Salome Lamas, anche lei ripetitrice locarnese, gareggia nella sezione Corti d’autore con un nuovo romanzo in cui Ana Moreira è la protagonista, “Hotel Reale”Prodotto da O Som ea Fúria. È la storia della “cameriera provvisoria di un grande albergo in riva al mare che, incapace di relazionarsi, vive di una rigorosa metodologia di analisi della vita quotidiana e rituale esterna, finché l’incontrollabile non turba questa dinamica”, dice Agência da Curta-Metagem.

Paulo Rocha in un documentario

Paulo Rocha nel documentario “A Távola de Rocha” di Samuel G. Barbosa

In precedenza “Il tavolo di roccia”Prodotto da Bando à Parte, un documentario che si concentra sulla vita e l’opera di Paulo Rocha (1935-2012) e arriva nel tempo, in un periodo in cui il doppio DVD di “A Ilha dos Amores” e “Island of Moraes” ( Midas) è stato rilasciato. Film).

Al suo debutto alla regia, Samuel J. Barbosa, che ha lavorato con il regista di Porto, ha aggiunto alle sue riprese brani tratti dai film dell’autore e materiale d’archivio ineditoSi trovava infatti nel paese del sol levante per parlare con chi ha conosciuto Rocha al momento delle riprese di Ilha dos Amores (1978-1982). Ha registrato le dichiarazioni di alcuni dei suoi più stretti collaboratori, Luis Miguel Cintra, Regina Guimarães o l’indispensabile Isabel Roth – l’attrice in sette film di Rocha, tra “Os Verdes Anos” (1963) e “Se Eu Fosse Ladrão Roubava” postumo… . (2013) – così come i membri della famiglia, Jorge Rocha, il fratello del regista. Verrà proiettato a Locarno nella sezione cinema (racconti).

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La grande retrospettiva che Locarno solitamente dedica quest’anno all’intenso, ormai ingiustamente dimenticato (a causa delle polemiche che ha generato in passato) di Alberto Latuada (1914-2005), uno dei più grandi registi italiani del dopoguerra, autore di Anna (con Silvana Mangano), “Guindalina”, “Mafioso” (con Alberto Sordi), tra gli altri.

tigre d’oro

Infine c’è il concorso più importante, il Pardo d’Oro che incoronerà questa 74esima edizione.Nessuna sorpresa, e in un anno in cui si è trovato particolarmente “intrappolato” tra Cannes e Venezia, Locarno si rivolge al cinema indipendente e al Discovery Program – Tuttavia, c’è Abel Ferrara (“Zeros and Ones”), il francese Bertrand Mandeaux (“Paradise Ciel) e Axel Robert (“Petit Solange”) o l’indonesiano Edwin, lo stimato autore, con “Vengeance Is Mine, All Others Pay Cash La giuria nordamericana di Elisa Hetman (regista del fantastico Never Rarely, altro film sospeso nel 2020 a causa della pandemia) che farà parte anche dell’attrice portoghese Leonor Silvera.

Il festival si apre con “Becket” del regista italiano Ferdinando Cito Filomareno, prodotto da Luca Guadagnino per Netflix, con John David Washington e Alicia Vikander nel ruolo principale. Nell’arena saranno esposte anche molte perle anni ’80 in versioni restaurate, come “Heat” (Man), “Reliant Terminator” (Cameron) e anche “The Cuckoo Republic” di John Landis, che sarà omaggiato con il Gattopardo d’onore per la sua carriera.