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Spiegare le tragedie delle masse con la scienza

Spiegare le tragedie delle masse con la scienza

Natalia Ginzburg by Natalia Ginzburg
Dicembre 6, 2021
in Scienza
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Il 6 novembre 2021, a Houston (Texas), 8 persone sono morte per passione durante un rapper party Travis Scott Altri 25 sono stati portati in ospedale con le ferite riportate. NRG Park (dove si è svolto l’evento) era incredibilmente affollato; Diverse persone hanno iniziato a farsi strada tra la folla per arrivare in prima fila sotto il podio. La folla che ha seguito ha fatto il resto: una persona è caduta e ha spinto uno di loro per non travolgere il miserabile, fino a quando la pressione ha raggiunto le transenne che hanno causato la tragedia.

storia oscura. Non è la prima volta che si verificano episodi del genere: nel 1979, 11 persone persero la vita allo spettacolo “He” di Cincinnati e nel 2009 altre 9 persone morirono con la stessa dinamica mentre si esibivano ai Pearl Jam al Roskilde Festival in Danimarca. Di recente (aprile 2021), una folla di persone ha schiacciato 45 persone durante una cerimonia religiosa a Meron, in Israele.

E in Italia ricordiamo la tragedia della discoteca di Corinaldo (Ancona) nel 2018, in cui furono uccisi 5 adolescenti e una giovane madre, e la folla in piazza San Carlo a Torino nel giugno 2017, quando la folla imperversava. Dopo la finale di UEFA Champions League su maxischermo, 3 persone sono costate la vita, oltre a decine di infortuni.

Scienza delle catastrofi. Nel corso degli anni, gli scienziati hanno studiato a lungo le dinamiche della folla, proprio con l’obiettivo di prevenire il verificarsi di tali eventi. Uno dei disastri più analizzati è quello verificatosi durante il pellegrinaggio alla Mecca nel gennaio 2006: più di due milioni di pellegrini percorrono un percorso prestabilito nel cuore della città, fino al ponte Jamarat, dove la strada si restringe. La pressione della folla aumenta drammaticamente e porta all’uccisione di 363 credenti sunniti.

L’aiuto di Dirk n Anders Johansson Dall’Università di Dresda ha studiato a lungo i video della tragedia e con l’aiuto dei computer ha ricostruito i movimenti delle masse, ha individuato 3 fasi.

All’inizio, la folla affronta una pressione crescente mentre il percorso si restringe e inizia a muoversi a singhiozzo. Il movimento avanza, nella stessa direzione delle persone, come un’onda. Ma la pressione continua: a questo punto le persone cercano a tutti i costi di sfuggire alla persecuzione, fuggendo in tutte le direzioni e calpestandosi a vicenda. Secondo gli scienziati, questa fase si verifica quando più di 6 persone si riuniscono per metro quadrato.

Attento al pogo. A Houston la tragedia non è stata causata da un collo di bottiglia, ma da un diverso fenomeno noto come folla senza buco, questo è il “pubblico della pista da ballo” che durante le esibizioni si raduna sotto il palco per ballare, saltare, competere e scontrarsi tra loro (es. MaialeCome si dice nel linguaggio dei giovani).

Le folle del mosh pit sono state attentamente studiate da Jesse Silverberg, uno studente di fisica alla Cornell University con la passione per la musica metal. Utilizzando i video dei concerti pubblicati su Youtube, Jesse ha creato un modello al computer che segue accuratamente i movimenti del pubblico sul palco. Ci sono le persone passive, che stanno pigramente anche quando si verifica un confronto con i ballerini, e le persone attive, che cercano proattivamente qualcuno con cui imbattersi: cioè pogo.

Quando le origini sono maggioritarie, la folla inizia a comportarsi come un gas, con molecole che si scontrano casualmente tra loro. Ma quando due o più iniziano a muoversi nella stessa direzione, si creano veri e propri vortici umani, che travolgono ogni persona che incontrano con conseguenze potenzialmente pericolose. Ovviamente, spiegano i ricercatori, il modello semplifica enormemente il comportamento umano, ma si è evoluto abbastanza da spiegare cosa potrebbe accadere.

(dis) Il fattore umano. Altri studi, come quelli di Dinesh Manchwa L’Università del Maryland include fattori psicologici insieme a fattori meccanici e calcola un limite di sicurezza di 4 persone per piede quadrato. In tale intensità, spiega Manchua, i comportamenti individuali giocano un ruolo chiave: le persone aggressive, che iniziano a spingere o urlare, possono essere la scintilla che provoca il panico. Con immaginabili tragiche conseguenze.

“Fanatico della musica. Risoluzione dei problemi professionale. lettore. Ninja TV pluripremiato”.

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Natalia Ginzburg

Natalia Ginzburg è autrice per Giornalesiracusa.com, dove si occupa di notizie di attualità, politica, economia, tecnologia, sport, spettacolo e lifestyle. Il suo approccio si basa su una comunicazione chiara, accurata e accessibile, con particolare attenzione ai temi che hanno un impatto concreto sulla vita dei lettori. Attraverso articoli informativi e aggiornati, segue gli sviluppi più rilevanti a livello locale, nazionale e internazionale, offrendo contenuti affidabili e di facile consultazione.

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